L'era dei microbirrifici
Sono circa 120 i microbirrifici italiani
A metà circa degli anni novanta, prende piede grazie ad alcuni pionieri, la produzione di piccole
quantità di birra artigianale in pub o in appositi laboratori.
La birra artigianale, che non è
microfiltrata, non subisce trattamento termico successivo alla fermentazione e che è priva di
conservanti o additivi chimici, assume caratteristiche molto più interessanti e intense di quelle
industriali. Il birraio, non avendo rigidi dettami o disciplinari, può dare sfogo alla sua fantasia, ed
essendo così tante le variabili di produzione della birra si vengono presto a creare una infinità di
prodotti tutti differenti che destano grande interesse nell'opinione pubblica.
Dai primi birrifici
degli anni novanta, una decina circa, si è passati oggi a circa 120 birrifici sparsi sulla penisola, per
un totale di circa 400 birre ed il fenomeno è in continua evoluzione.
Seppur inferiore, rispetto a
quella industriale, di milioni di litri, la produzione artigianale in Italia sta prendendo ogni anno
quote importanti di mercato. Sempre nuovi appassionati si muovono tra i vari birrifici per corsi di
cultura birraria, per degustazioni o semplice curiosità. Locali rinomati e ristoranti stellati Michelin
iniziano ad essere interessati ad accostamenti con cibi e richiedono le bottiglie (sempre più in linea
agli standard estetici richiesti), e fenomeno ancor più interessante, paesi di grande tradizione, come
Belgio. Inghilterra, Stati Uniti hanno incominciato ad intrattenere rapporti commerciali con questi
piccoli birrifici ed ora le birre italiane si stappano anche all'estero.
I nostri birrai hanno ormai
fama di essere raffinati e fantasiosi.


