Lo sfruttamento minorile

I bambini lavorano anche 20 ore al giorno per pochi spiccioli

Sono circa 14 milioni le persone che nel mondo lavorano alla produzione del cacao, di cui circa 10 milioni e mezzo solo in Africa, ma si stima che da 40 a 50 milioni di persone dipendono dal cacao per il loro sostentamento.
Secondo le stime dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sono 352 milioni i minori tra i 5 e i 14 anni che esercitano oggi un'attività economica di qualunque tipo. 179 milioni sono esposti alle peggiori forme di lavoro minorile. I settori più interessati al lavoro minorile sono l'agricoltura, la pesca e il lavoro forestale. In particolare nei paesi produttori di materie prime i bambini vengono impiegati nelle piantagioni di cacao, caffè e cotone e spesso vivono in condizioni inaccettabili.
I bambini impiegati nei campi di cacao lavorano anche 20 ore al giorno per pochi spiccioli, con un'alimentazione inadeguata e in precarie condizioni igienico - sanitarie. Vi sono casi documentati che mettono in luce l'esistenza di fenomeni di rapimento, vendita e traffico di bambini che diventano "merce di scambio" per i campi di cacao di molti paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina. In Ghana ad esempio, il 30% della forza lavoro presente nelle piantagioni di cacao è costituita da minori.

Nel luglio del 2002 viene creata la International Cocoa Initiative (ICI), fondazione che ha lo scopo di monitorare ed eliminare lo sfruttamento dei minori nei processi di coltivazione del cacao. Questa commissione, con sede a Ginevra, coinvolge i governi dei maggiori paesi consumatori ed alcune delle più importanti industrie dolciarie a livello mondiale. Attraverso la stesura di un protocollo comune, organi governativi e commerciali lavorano insieme nel promuove progetti di cooperazione internazionale per supportare le comunità dei produttori e migliorare le loro condizioni di vita.