Tracciabilità e qualità
La tracciabilità del prodotto si perde nel momento in cui questo viene globalizzato
Nessuno di noi ormai ordinerebbe al ristorante una bottiglia di vino senza specificare il vigneto, la
cantina ed, in alcuni casi, l'anno di produzione. Sebbene negli ultimi anni sia cresciuta l'attenzione
dei consumatori alla qualità del prodotto ed alle implicazioni ambientali, sociali ed etiche di
produzione, sono ancora pochi coloro che sanno che non è sufficiente leggere su un'etichetta che un
caffè è 100% arabica oppure che una tavoletta di cioccolata è fondente-extra per poter giudicare la
qualità del prodotto che si sta acquistando.
La tracciabilità del prodotto si perde nel momento in cui questo viene globalizzato e la sua qualità si
appiattisce. Gli artigiani che una volta sceglievano le fave di cacao e producevano in proprio i
semilavorati, ora lavorano in larga maggioranza la massa di cacao prodotta da altri e le torrefazioni in
cui si andava a scegliere la miscela di caffè da preparare in casa, hanno lasciato il posto ai grandi
supermercati.
Nessuno di noi sa da dove arriva il caffè che beve, ma conosce solo la sua marca e nemmeno è in grado
di sapere se il cacao della sua tavoletta fondente-extra arriva dall'Asia, dall'Africa o dall'America
Latina.
Ma qualcosa fortunatamente sta cambiando e per rispondere alle richieste dei consumatori attenti, Pausa
Cafè pone particolare attenzione nella scelta della materia prima che proviene principalmente dai
Presidi Internazionali di Slow Food, garanzia di prodotti buoni, puliti e giusti.
Su ognuno dei nostri prodotti, il consumatore può trovare non solo l'indicazione del paese di produzione,
ma anche il nome della comunità dei produttori ed una descrizione della materia prima.
