Da una parte 25 milioni di
produttori spesso poverissimi,
dall'altra quattro o cinque grandi compratori a
controllare la maggior parte del mercato, e
l'universo dei consumatori che non sa quasi nulla
dell'origine, della lavorazione, del viaggio dalle
piantagioni alla tazzina.
Da qui nasce il progetto, sorto dalla collaborazione tra i produttori di
Huehuetenango in Guatemala, la Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno"
di Torino e Slow Food:
partire da due realtà di marginalità, da due situazione di debolezza estrema, quella dei
detenuti e quella dei produttori di caffè per aiutarle a trasformarsi in una proposta forte,
quella di "Pausa Cafè.